.
Annunci online

  generosobruno
 
Diario
 



12 marzo 2013

Speciale IRISBUS - Radio HARAMBEE.

           

Radio Harambee

http://www.spreaker.com/page#!/user/harambee/speciale_irisbus_del_11_marzo_2013

Puoi ascoltare i miei interventi ai minuti 34,00 - 75,40 - 104,40 - 122,50 - 138,00 -

156,55 

Intervento di Stefano Fassina al minuto 133,35

Lunedì 11 marzo alle ore 21.30 in diretta dall'Associazione Vita,
Harambee - Movimento per i Beni Comuni,
ha trasmesso su Radio Harambee uno speciale su "IRISBUS"

Sono intervenuti:
-
Stefano Fassina (Responsabile Nazionale economia PD - in collegamento telefonico)
- Ettore Zecchino (Cons. Regionale - Lista Monti)
- Giorgio Cremaschi (No Debito - in collegamento telefonico)
- Davide Iannuzzo (Resistenza Operaia Irisbus)
- Generoso Bruno (Partito Democratico)
- Sergio Bellavita (Ex FIOM - in collegamento telefonico)
- Carmine Loffredo (Indotto FIAT)

Conduce il Portavoce Fabrizio Procopio
Copertine satiriche di Valentino Grasso
Supporto Tecnico Francesco Scauzillo

In studio con noi i giornalisti
- Angelo Corvino (irpino.it)
- Michele De Leo (Il Mattino e autore del libro sulla Irisbus Metalmezzadri)


20 febbraio 2013

Unions pose dilemma for Italy's centre-left

I sindacati italiani, il dilemma del centrosinistra

di Ferdinando Giugliano

Financial Times 19/02/2013

Avellino

Stretta tra la pressione dovuta al calo della richiesta e la competizione estera, l’industria automobilistica di Avellino, un tempo fiorente, vive un momento di crisi. Tutte le 57 fabbriche, situate nell’area di questa cittadina del sud Italia che si trova circa 50 Km ad est di  Napoli, hanno dovuto licenziare o far ricorso ai sussidi statali per mantenere gli organici. L’Irisbus, l'industria che produce autobus di proprietà  dalla Fiat, ha chiuso il proprio stabilimento, vicino Flumeri, lasciando oltre 700 dipendenti a percepire sussidi di disoccupazione che scadranno quest'anno.

Così, quando  Pier Luigi Bersani, leader del Partito Democratico, ha fatto tappa ad Avellino la scorsa settimana, i lavoratori lo hanno accolto carichi di speranza.

“Il PD è l’unico che si è schierato dalla nostra parte” – ha dichiarato Dario Mennino, che ha capeggiato uno sciopero di 4 mesi alla Irisbus.  “Siamo ansiosi di vedere Bersani vincere le elezioni”, ha aggiunto Sergio Scarpa, leader locale della FIOM, l'intransigente sindacato dei metalmeccanici.

Pier Luigi Bersani sarà sollevato nell'apprendere che può contare sull’appoggio del lavoro organizzato,  dal momento che spera di assicurarsi una maggioranza piena alle elezioni politiche che si terranno  domenica prossima. Avellino ha rappresentato per anni un feudo della Democrazia Cristiana, ma ci sono segnali che lasciano presagire che il vento potrebbe  cambiare.

“La crisi dell’industria sta spostando l’elettorato a sinistra”, le parole di Valentina Paris, candidata  locale alla Camera dei Deputati,  che ha partecipato, affermandosi,  alle primarie del PD tenutesi a dicembre. “Le persone sapevano della mia appartenenza all’area di sinistra del partito e comunque alle primarie ho ricevuto il doppio dei voti nei quali speravo”.

I critici temono che la coalizione di centro-sinistra possa finire ostaggio dei sindacati e in particolare della CGIL, il più   radicale tra i maggiori  sindacati confederali italiani.

La linea di demarcazione tra il Partito Democratico e il sindacato assume spesso contorni sfumati. Proprio in Campania, la regione nella quale si trova Avellino, uno dei principali  candidati del  PD è Guglielmo Epifani, segretario generale della CGIL dal 2002 al 2010.

Marco Simoni, politologo e candidato per Scelta Civica, il movimento di centro guidato da Mario Monti, ha affermato che “ la vicinanza tra la CGIL  e il Partito Democratico, è più marcata che in qualsiasi altro paese europeo”. Tale vicinanza potrebbe rappresentare un ostacolo nel caso in cui  i Democratici intendessero, dopo il voto, cercare un’alleanza con Mario Monti.

Simoni ha dichiarato che “non c’è chiarezza sulle politiche che il Partito Democratico intende perseguire ma è impensabile che per noi un’alleanza con un partito le cui posizioni sono vicine a quelle della CGIL”.

Le proposte di politica economica della CGIL, che conta 5.5 milioni di iscritti, illustrate nel documento “Piano del Lavoro”, possono essere riassunte nella richiesta di aumento di 50 miliardi della spesa pubblica per  il prossimo triennio,  per garantire  l'assunzione di migliaia di  dipendenti pubblici e sgravi fiscali alle aziende che assumono donne e giovani. Le risorse potrebbero essere finanziate attraverso una patrimoniale e con  tagli drastici ai trasferimenti alle imprese.

Durante la sua visita a Napoli, Susanna Camusso, segretario della CGIL, ha elogiato il Piano per il suo realismo. “ Abbiamo scelto di assicurarci che i conti tornino”, ha detto la Camusso.

Tuttavia, alcuni economisti sono scettici.“ Il programma della CGIL  è per metà troppo vago e per l'altra metà poco realistico”, dice Tommaso Nannicini, economista e professore universitario  di economia politica alla Bocconi. “La debolezza del piano va individuata  nell'incapacità di proporre  soluzioni per migliorare il controllo della spesa pubblica”.

E aggiunge che comunque il programma va analizzato attentamente,  “ dal momento che il PD  non può permettersi rotture con la CGIL.  Tuttavia le richieste del sindacato sono così vaghe che i Democratici potrebbero permettersi anche di ignorarle, una volta al governo”.

Un governo di centro-sinistra potrebbe avere difficoltà a trovare un equilibrio tra le richieste del sindacato di aumento della spesa pubblica e il rispetto delle regole fiscali dell’UE , che Bersani ha ripetutamente dichiarato di voler rispettare.

L'Italia ha sottoscritto il fiscal compact, un patto fiscale attraverso il quale ogni stato dell'eurozona si impegna a mantenere il budget entro determinati parametri, che tengano conto del ciclo economico.

Egualmente importante per un governo progressista sarebbe conciliare i desideri del sindacato con le speranze degli industriali, alle quali Bersani ha promesso di dare ascolto.

Confindustria, la principale organizzazione industriale  italiana, ha priorità completamente differenti da quelle della CGIL , che includono, tra l’altro, il taglio degli oneri sociali per i dipendenti.

Al  PD il difficile ruolo di far quadrare il cerchio tenendo  conto delle speranze interne al partito, e ad Avellino le aspettative sono piuttosto alte.

“L'Italia ha bisogno di una nuova politica industriale”, sostiene Generoso Bruno del Partito Democratico. “O lasciamo che l'industria, qui al sud, rappresenti una risorsa per il Paese, oppure questo potrebbe essere l'inizio della fine”.


24 dicembre 2011

L’Irisbus e l’Irpinia, prima e dopo Cristo.

 

E’ appena trascorso l’ultimo giorno per la Irisbus di Valle Ufita. Da ieri, per effetto dell’accordo sottoscritto presso il Ministero del Lavoro, la Fiat ha chiuso, dopo Imola e nello stesso giorno di Termini Imerese, il suo terzo stabilimento in Italia. Quella della Irisbus di Valle Ufita è stata, per il gruppo Fiat, l’ultima vertenza industriale “avanti Cristo”. La firma sulla chiusura dello stabilimento ufitano è avvenuta il giorno stesso della presentazione, al Gianbattista Vico, della nuova Panda e qualche ora dopo la firma dell’accordo separato di Torino che estende il modello Pomigliano a tutti gli stabilimenti industriali del gruppo del Lingotto. Con la chiusura della Irisbus, l’Irpinia, principalmente, ma non solo, finisce con il pagare l’ennesimo disastro dei governi di centrodestra che, per anni, hanno tenuto colpevolmente separate le politiche economiche dalle politiche industriali e se, malauguratamente, dovesse fallire il tavolo, già convocato per il 13 gennaio, inerente il rilancio dell’attività produttiva dello stabilimento ufitano, quello siglato presso il Ministero del Lavoro sarebbe l’epilogo – tristissimo – non solo dell’ennesima azienda che chiude nel Mezzogiorno ma della fine dell’intero segmento strategico di produzioni legato al trasporto pubblico sull’intero territorio nazionale. “Irisbus non ha mai guadagnato una lira nella sua storia”. Sono state queste le parole che Marchionne ha speso per Irisbus nel giorno in cui a Pomigliano autografava la nuova Panda. Così non è. Irisbus, in Italia, è il marchio che ha la quota di mercato più forte (41,7% nel 2008, 38,1% nel 2009, 40,3% nel 2010) seguito da Evobus, del gruppo Mercedes, la cui produzione è interamente realizzata all’estero, che è salita dal 25,9% del 2008 al 29,7 del 2010. E’ vero, invece, che il mercato italiano degli autobus, condizionato, necessariamente, dalla domanda pubblica per il trasporto locale, negli ultimi tre anni ha avuto un andamento oscillante ed in progressiva contrazione. Di controcanto, però, occorre sempre ricordare che in Italia continuano a circolare almeno ventimila bus non a norma rispetto gli standard di legge in materia di emissioni inquinanti e sempre più necessario, resta il tema dell’ammodernamento del parco macchine delle società di trasporto. Stretti tra le prossime sanzioni europee sul settore e la necessità di rifinanziare il trasporto pubblico urbano che il governo Berlusconi, a partire dal 2012 e fino al 2015, aveva, completamente, annullato, probabilmente, per l’Italia, si apriranno, comunque, nuove opportunità per il settore. Troppo facile, per Fiat, la decisione di voler cessare l’attività di Irisbus e magari, continuando a conservare un ruolo leader, vendere, nelle nuove condizioni di mercato, in Italia, bus fabbricati altrove. Occorre premere sul governo Monti e sul Ministro Passera affinché non si butti via il percorso parlamentare costruito, sin qui, sul finanziamento al trasporto urbano investendo, da subito, sull’incontro del 13 gennaio al Ministero per lo Sviluppo Economico a partire dal tema della mission produttiva dello stabilimento ufitano che, forse deludendo Fiat, può restare ancora legata alle produzioni per il trasporto pubblico. Ben venga, se c’è, l’Amsia o un nuovo interlocutore che, a cominciare da BredaMenarini, il governo può contribuire ad individuare. Si riparta, però, in Valle Ufita, dalla produzione di autobus. Neppure a Marchionne è consentito, come Giano bifronte, avere due volti: monopolista – su Irisbus e trasporto pubblico – con il governo e le pubbliche amministrazioni e iper-liberista – a Pomigliano – su organizzazione, diritti e lavoro. Se l’Irpinia della Irisbus è stata, quindi, la coda della Fiat “avanti Cristo”, è legittimo domandarsi qual è il ruolo di questo territorio nelle strategie Fiat del dopo Pomigliano. Che sarà dell’Irpinia e dell’automotive nella Fiat del “dopo Cristo”? Il piano Fabbrica Italia avrebbe dovuto garantire un investimento di venti miliardi. Al momento, a fronte dell’annuncio il gruppo del Lingotto ne ha investiti solo ottocento, unicamente su Pomigliano. A poco sono servite le sollecitazioni, anche da parte della Consob, riguardo alla necessità di chiarire il tema degli investimenti in una verifica, stabilimento per stabilimento, dello stesso piano Fiat. Se in America, Sergio Marchionne ha dovuto indicare le produzioni e presentare un piano industriale di oltre 280 pagine, in Italia, invece, il piano Fabbrica Italia, lo si è presentato a colpi di annunci e comunicati stampa e, ad esempio, è stato solo dalla corrispondenza tra l’Ad di Fiat e la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che siamo stati messi a conoscenza della scelta di produrre, dal 2013, alla FMA di Pratola Serra, un nuovo motore benzina turbo a iniezione diretta per l'Alfa Romeo. La nuova produzione, seppur capace di fornire allo stabilimento di Pratola Serra una “boccata d’ossigeno” resta, in assenza della definizione dei nuovi modelli di autovetture, comunque insufficiente a saturare le potenzialità dell’impianto, anche perché, di fatto, il nuovo motore previsto da Marchionne, andrà a sostituire l’attuale 1800 CC Euro 5. Per la FMA, quindi, la scarsa chiarezza del piano Fabbrica Italia resta, come per tutti gli altri stabilimenti del gruppo Fiat, un punto di domanda ancora aperto. Intanto, come sancito dall’ultimo accordo siglato in Regione Campania, per i lavoratori di Pratola Serra, anche quello venturo, per evento improvviso ed imprevisto, sarà un nuovo anno, forse pure, come dice Marchionne, “dopo Cristo”, ma pur sempre di cassa integrazione.
 
Generoso Bruno


5 luglio 2011

Presentata l’interrogazione parlamentare sulla Fma di Pratola Serra.

Presentata, a firma di Cesare Damiano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, l’interrogazione al Ministro dello sviluppo economico in merito alla Fma di Pratola Serra per la salvaguardia dello stabilimento e dei suoi livelli occupazionali.

 
 INTERROGAZIONE IN COMMISSIONE
 
 
Al Ministro dello sviluppo economico.
 
 
DAMIANO
 
Misure per la salvaguardia dello stabilimento FMA di Pratola Serra e dei livelli occupazionali
 
 
Premesso che:
 
Il gruppo Fiat ha assunto, con il piano “Fabbrica Italia”, l’impegno all’incremento della produzione di automobili, passando dalle attuali 650 mila ad oltre un milione di vetture, da produrre negli stabilimenti italiani;
 
non essendoci, al momento, sufficienti garanzie inerenti lo stabilimento FMA di Pratola Serra, grave è la condizione di preoccupazione e di turbamento espressa, puntualmente ed in più di una circostanza, dalle lavoratrici e dai lavoratori sul mantenimento dei livelli occupazionali e sul futuro dell’automotive in Irpinia e nel Mezzogiorno;
 
essendo la FMA un’azienda nata nel 1990, finalizzata alla costruzione di motori per le autovetture prodotte dal gruppo Fiat, che vede attualmente l’impiego di 1976 occupati diretti, di ulteriori 51 per la Devizia Transfert, nonché di altri 100 lavoratori della As.Tec per la manutenzione ed i servizi, per un totale, quindi, di 2.120 unità e che, dall’inizio della crisi, più di 150 sono i posti di lavoro persi all’interno dello stabilimento della FMA;
 
potendo, gli impianti di Pratola Serra, a pieno regime, produrre 600 mila motori annui, con una media di produzione degli ultimi dieci anni attestata intorno alle 520 mila, risulta, invece, documentata, per il 2008, la diminuzione della produzione a 351 mila motori con un calo ulteriore, nel 2009, a 170 mila, ed a 190 mila nel 2010 facendo altresì registrare, ad oggi, a fronte della diminuzione della produzione, un massiccio ricorso alla cassa integrazione tanto che, nel prossimo
mese di luglio, si effettueranno, probabilmente, in maniera frazionata, complessivamente, appena nove giornate di lavoro;
 
riguardo allo stabilimento di Pratola Serra, sulla base delle previsioni Fiat, se FMA produrrà solamente motori di segmento C e D per le vetture del gruppo i volumi di produzione risulteranno inferiori del 50% di quelli occorrenti alla saturazione dell’organico;
 
avendo Fiat individuato, nella struttura di Pomigliano d’Arco, secondo il piano industriale presentato il 22 dicembre 2009, lo stabilimento nel quale si produrrà la carrozzeria della nuova versione della Panda, indicando lo stabilimento polacco di Ticki come il luogo di produzione dei relativi motori delle vetture che usciranno dallo stabilimento partenopeo;
 
 
 
Si chiede di sapere:
 
 
Come intende il gruppo Fiat saturare la capacità produttiva dello stabilimento FMA di Pratola Serra;
 
si chiede, inoltre, di sapere, riguardo alla cassa integrazione ordinaria, quali saranno le prospettive per i lavoratori dopo il primo novembre 2011;
 
oltre che i tempi e le modalità che il gruppo Fiat intende utilizzare per la presentazione di un adeguato piano industriale in cui sia fornito, il dettaglio dei piani di produzione strutturati sui singoli stabilimenti con la finalità di affrontare le singole situazioni produttive;
 
nonché, utilmente, si sollecita, presso ilMinistero dello sviluppo economico, in tempi celeri, l’attivazione del tavolo di settore.
 
 
 
 
 
Generoso Bruno – Pd: “L’Irpinia sta pagando, più di tutti, per i silenzi di Marchionne”.
 
Dichiarazione stampa
 
“Riguardo alla Fma, appare fondamentale la ripresa della trattativa. Ancora insufficienti, appaiono, le garanzie che riguardano Pratola Serra a cominciare da quelle relative il mantenimento dei livelli occupazionali e, più in generale, a quelle sul futuro stesso dell’automotive in Irpinia e nel Mezzogiorno.
Nel testo dell’interrogazione presentato da Cesare Damiano in Commissione Lavoro oltre a sollecitare l’attivazione, presso ilMinistero dello sviluppo economico, del tavolo di settore, chiediamo di conoscere, è questa la domanda dalle cento pistole, i tempi e le modalità che il gruppo Fiat intende utilizzare per la presentazione di un adeguato piano industriale in cui sia fornito il dettaglio dei piani di produzione tarato sui singoli stabilimenti.
Per l’intera vertenza Fiat l’interrogativo di fondo resta ancora quello emerso nei giorni della presentazione del piano “Fabbrica Italia”, in cui, pur evidenziando l’impegno all’incremento della produzione di automobili, passando dalle attuali 650 mila ad oltre un milione di vetture, da produrre negli stabilimenti italiani, non veniva indicato il dettaglio dei piani di produzione strutturati sui singoli stabilimenti, evitando, quindi, di affrontare le singole situazioni produttive.
L’Irpinia è tra quei territori che più stanno pagando i silenzi di Marchionne.
Alla Fma, anche l’accordo, di questi giorni, con la Suzuki che, dal 2013, dovrebbe assicurare una nuova commessa per trentamila motori annui, lascia ancora in lontananza la possibilità di saturazione degli impianti.
Prima della crisi, occorre pensare, che oltre duecentomila erano i motori che a Pratola Serra si realizzavano per altre case automobilistiche.
Nella crisi attuale, invece, sono quasi cinquecento le giornate di cassa integrazione, sin qui, raggiunte e solo quarantadue, invece, le giornate lavorative di questo primo semestre del 2011.
La poca chiarezza dei progetti del gruppo Fiat, inoltre, non pochi problemi ha determinato all’Almec di Nusco che vede proprio nella Piaggio e nel gruppo di Marchionne gli interlocutori fondamentali e, delicatissima, senza l’avvio di nuove commesse, è la condizione alla Irisbus dove, ad agosto, termina anche la cassa integrazione straordinaria. A settembre, dopo la pausa estiva, sarà insieme a Stefano Fassina – Responsabile nazionale Economia e Lavoro del Pd – che ragioneremo di automotive, crisi e vertenza Irpinia”.


20 giugno 2011

Dalla Conferenza di Genova, il lavoro al primo posto. Presto, per la Fma, Fassina ad Avellino.

Generoso Bruno (Pd): “Dalla Conferenza di Genova, il lavoro al primo posto. Presto, per la Fma, Fassina ad Avellino”.

 
Dichiarazione stampa
 
“A Genova il Partito democratico ha lanciato una sfida impegnativa: valorizzare il lavoro come fonte di identità della persona e fondamento della democrazia. Si riparte, quindi, dalla centralità del lavoro con i giovani, le donne ed i precari al centro della proposta politica del Pd.
Alcuni commentatori, analizzando l’impianto della conferenza di Genova, hanno parlato di svolta “neo-laburista”, personalmente, l’uso di questa parola non mi dispiace, racconta di una forza politica che fa del lavoro il proprio profilo identitario. Il lavoro, quindi, come elemento centrale della questione democratica e come punto vero dell’iniziativa europea su occupazione, ambiente ed innovazione.
A Genova, ho affidato, a Stefano Fassina - responsabile nazionale Economia e Lavoro - il testo per un intervento in sede parlamentare del Pd sulla questione della Fma e dell’automotive in Irpinia.
Nei prossimi giorni, il Partito democratico, mi ha assicurato Fassina, presenterà, sostenuta dalle firme dei deputati presenti in Commissione lavoro alla Camera, l’interrogazione al Ministro dello sviluppo economico.
Appena possibile, Fassina, sarà ad Avellino per ragionare insieme di Irpinia, di Fiat – automotive ed Fma -  di crisi e della proposta del Partito democratico”.
 


sfoglia     febbraio        giugno
 

 rubriche

diario
Hirpinia
[G]Banner
Avellino
Comunicati

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

Radio SIANI
fondazione PUPI
Les InRockuptibleS
[tr3nta]*
Piazze Democratiche
RIFARE l' ITALIA
deputatiPD
France-Libertés
Italianieuropei
Lavoro & Welfare
Le débat
Ebdomadario
Left Wing
The Frontpage
Le Monde diplò
tamtàm democratico
blogpolitica
RossoFisso
il nostro tempo è adesso
Rete della Conoscenza
Guerriglia Marketing
Sergio BELLUCCI
BrunoBlog
CasinoTotale il blog di MasoNotarianni
Dario Danti
Gad Lerner
Guido Viale il blog
unità a sinistra - Giuliano Giuliani
La Spada nella Roccia
ilBlogdiManu
Mario Perrotta
Libreria Petrozziello - Avellino
Wu Ming
Alternative per il Socialismo
MicroMega
TERRA
Antonio Bassolino
Pierluigi Bersani
Anna Paola Concia
Gianni Cuperlo
Cesare Damiano
Umberto Ranieri
Ugo Sposetti
Nicola Zingaretti
CORRIERE - Irpinia
IL MATTINO - Avellino
OTTOpagine
Cinque Righe
il Ciriaco
Irpinia24
Irpinia News
Irpinia oggi
IrpiniaReport
L'IRPINIA
ORTICAlab
+ECONOMIA
Tu si nat'in Italy
gli ALTRI
IL FOGLIO
Libè
il manifesto
Pubblico
l'Unità
Avellino Rugby
Interisti Leninisti
Javier Zanetti
Vigili del Fuoco - 115

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom