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Diario
 



26 ottobre 2011

Bruno (Pd) – Irisbus: “Il voto della Camera, riapre la partita”.

 

“Il governo Berlusconi è stato battuto nel voto sulla Irisbus. Questa è, credo, la novantatreesima volta che, alla Camera dei Deputati, il governo va sotto; è significativo, oggi, che ciò accada sulla mozione relativa alla Irisbus di Valle Ufita ed al finanziamento del Piano nazionale dei trasporti.
Il concorso di tutte le opposizioni, a cominciare dal Partito Democratico, ed il sostegno, fondamentale - la partita è finita 275 a 273 - di alcuni parlamentari del centrodestra alla mozione presentata dall’Idv, rimette in gioco il tema del finanziamento al Piano trasporti e ripaga la lotta dei lavoratori dell’Irisbus di Valle Ufita che, ormai, da ben 110 giorni sono in sciopero e, quindi, senza salario. Si passi, adesso, ai fatti. La crisi che sta aggredendo il Mezzogiorno e la sua struttura produttiva, anche in settori, come quello del trasporto pubblico, che dovrebbero essere considerati strategici per l’intero Paese, merita risposte diverse nel merito delle scelte di fondo della politica industriale”.

Foto di Salvatore Contino


19 ottobre 2011

Bruno (Pd) – Manifestazione FIOM: “Con i lavoratori Fiat, una piazza, contro la violenza, per i diritti e la democrazia”.

 

“Parteciperò alla manifestazione della FIOM. La crisi che con tanta veemenza sta aggredendo il Mezzogiorno e la sua struttura produttiva anche in settori che dovrebbero rappresentare per l’intero Paese dei punti di eccellenza merita una risposta diversa da parte del governo proprio nel merito delle scelte di politica industriale. A manifestare, venerdì, a Roma, saranno prevalentemente i lavoratori degli stabilimenti del gruppo Fiat che a quasi due anni dall’annuncio del piano “Fabbrica Italia” ancora non conoscono quando e con quali prodotti ricominceranno a lavorare.
E’ stato solo dalla recente corrispondenza tra l’Ad di Fiat Sergio Marchionne e la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, in occasione della comunicazione dell’uscita del gruppo del Lingotto da Confindustria, che siamo stati messi a conoscenza della scelta di produrre, dal 2013, alla FMA di Pratola Serra, un nuovo motore benzina turbo a iniezione diretta per l'Alfa Romeo.
Questa mission produttiva, seppur capace di fornire allo stabilimento di Pratola Serra una “boccata d’ossigeno” resta, in assenza della definizione dei nuovi modelli di autovetture del gruppo, insufficiente a saturare le potenzialità dell’impianto, anche perché, di fatto, il nuovo motore previsto da Marchionne, andrà a sostituire l’attuale 1800 CC Euro 5.
Per la FMA la scarsa chiarezza del piano Fabbrica Italia resta, come per tutti gli altri stabilimenti del gruppo Fiat, un punto di domanda ancora aperto e, preoccupante, resta, più in generale, il dato d’incremento del ricorso alla cassa integrazione che le organizzazioni sindacali – sia CGIL che UIL – denunciavano, negli scorsi giorni, per i lavoratori irpini non solo nel settore metalmeccanico.
Esiste, di fatto, in Italia, una vertenza Fiat che non ha trovato, la Irisbus di Valle Ufita ne è un esempio lampante, un governo capace di costruire soluzioni differenti da quelle messe in campo dall’azienda.
Venerdì, sarò, a Roma con la FIOM anche perché ritengo sbagliata l’ordinanza del sindaco Alemanno che vieta il corteo nel giorno dello sciopero generale dei lavoratori Fiat. I gravi incidenti del 15 ottobre non possono essere utilizzati dal governo e dal sindaco di Roma per soffocare la domanda di cambiamento presente nel Paese e ridurre il malcontento sociale ad un fatto di ordine pubblico e di leggi speciali. E’ stata la stessa piazza di sabato scorso ad isolare e condannare gli atti di violenza ed oggi, ritengo, che la manifestazione dei metalmeccanici della CGIL rappresenti, in sé, un fondamentale momento di partecipazione e di democrazia contro la barbarie della violenza”.
 
 


4 ottobre 2011

Irisbus: “Riprendiamo la vertenza, il governo scelga l’Irpinia”.

 

“La proposta della "Dfm", seppur ancora da verificare, ha il pregio di non cambiare la mission produttiva dello stabilimento di Valle Ufita e di mantenere i livelli occupazionali.
Occorre la ripresa della trattativa, come anche dal Pd richiesto, direttamente da Palazzo Chigi.
La lettera di messa in mobilità per i 663 lavoratori dello stabilimento di Valle Ufita, conserva, per intero, tutte le ombre che, sin dall’inizio, hanno caratterizzato la vertenza Irisbus, in particolare quando, nel testo, c’è il riferimento alla soluzione che coinvolgeva la “Itala Spa” ed il gruppo Di Risio. Fiat non può pensare, a luglio, di voler regalare lo stabilimento al gruppo molisano perché operante in una differente area di business e, invece, adesso, pensare di poter ostacolare soluzioni differenti che insistono sul medesimo segmento di Irisbus.
C’è bisogno di un governo capace di gestire la delicatezza della mediazione. C’è la possibilità di riprendere la vertenza con un punto di novità ma, fondamentale, resta il finanziamento del Piano nazionale per il trasporto pubblico. Non so se Fiat riconsidererà, in questi settantacinque giorni, la scelta di dismettere lo stabilimento ufitano. Quello che è certo è che con la “Dfm", continuando a produrre pullman, Valle Ufita diverrebbe una possibile ed importante testa di ponte utile al gruppo cinese per entrare nel mercato italiano e continentale, sottraendo, evidentemente, ulteriori quote di mercato nazionale ed estero al gruppo del Lingotto.
Chiediamo al governo di stare dalla parte dell’Irpinia.
In America, Sergio Marchionne ha dovuto indicare le produzioni e presentare un piano industriale di oltre 280 pagine, in Italia, invece, il piano Fabbrica Italia, lo si presenta a colpi di comunicati stampa.
Solo dalla recente corrispondenza tra l’Ad di Fiat e la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia siamo stati messi a conoscenza della scelta di produrre, dal 2013, alla FMA di Pratola Serra, un nuovo motore benzina turbo a iniezione diretta per l'Alfa Romeo.
Cosa deve ancora accadere, mi domando, dopo tre stabilimenti chiusi – Imola, Termini Imerese e Valle Ufita – per far mutare l’atteggiamento del governo?”

Foto di Valentina Bruno


5 agosto 2011

L’Irisbus, nella crisi irpina, è solo la punta dell’iceberg.

 

Irisbus, Umberto Ranieri, dal governo occorre serietà e risposte concrete.
 
Umberto Ranieri: “E’ inaccettabile che la Fiat si proponga di liquidare l’unico impianto italiano per la produzione di autobus Irisbus. Si tratta di un impianto collocato nel cuore del Mezzogiorno, nella Valle Ufita, nella provincia di Avellino. Un impianto, tecnologicamente, tra i più avanzati d’Europa nel settore che, compreso l’indotto, dà lavoro a più di duemila persone. La condotta della Fiat appare, per questo, del tutto pretestuosa. Chiediamo che il governo predisponga, una buona volta, il Piano nazionale per il trasporto urbano e impegni una quota dei fondi FAS per consentire, alle regioni, il rinnovo del parco autobus, a cominciare dalla Regione Campania.
E’ indispensabile che, l’esecutivo, faccia sentire la sua voce, in particolare quella dei ministri dello Sviluppo, dei Trasporti, dell’Ambiente, tutti e tre, irresponsabilmente, assenti negli incontri svolti con i sindacati e con l’azienda.
Il negoziato riprenderà il 31 agosto, ci auguriamo che il governo vi partecipi con serietà e proposte concrete. In queste settimane occorrerà mantenere, forte, la mobilitazione e l’unità tra i lavoratori”.
 
“Come sapete – rivolto ai lavoratori Irisbus – il Presidente, Giorgio Napolitano, è impegnato su molti fronti. Sono, però, sicuro che troverà parole e atti necessari per manifestare il suo sostegno ai lavoratori”.
 
 
 
 
 
Bruno: “L’Irisbus, nella crisi irpina, è solo la punta dell’iceberg”.
 
Generoso Bruno: “In Valle Ufita, con l’Irisbus, nella difesa di uno dei più importanti presidi produttivi di questa provincia, si gioca, per l’Irpinia, la partita della vita. L’intero processo dell’industrializzazione delle nostre terre si è strutturato sulla Fiat e sull’automotive. E’ inspiegabile il ritardo del governo e di certa politica riguardo alla comprensione che il combinato disposto tra crisi e riorganizzazione Fiat potesse non intaccare il tessuto produttivo di questa provincia. Sono spaventosi i dati riportati, l’altro giorno, nello studio de “Il sole 24 ore” relativi all’Irpinia. Sono oltre ottanta, le vertenze sindacali aperte e quasi quindicimila i lavoratori che in questo momento rischiano il posto di lavoro. La vertenza Irisbus, con i suoi settecento più, nazionalmente, gli altri duemila lavoratori dell’indotto, è solo la punta di un iceberg. L’uscita dalla crisi, per questa provincia, passa, necessariamente, attraverso un chiarimento con il gruppo del Lingotto. E’, dall’annuncio del piano “Fabbrica Italia”, che, stabilimento per stabilimento, c’è bisogno di una verifica capace di misurare le intenzioni di Marchionne e del gruppo Fiat. Un governo serio, per difendere una delle province tra le più industrializzate del Mezzogiorno, dovrebbe essere capace di questo intervento”.


2 agosto 2011

Irisbus: Bersani, l’attività dell’azienda deve proseguire.

Pier Luigi Bersani: "E' inaccettabile la scelta di Marchionne di abbandonare la Irisbus, la principale azienda italiana per la fabbricazione di pullman. L'attività della Irisbus deve proseguire. Sarebbe un pessimo segnale se ancora una volta si preferissero forme di assistenza piuttosto che il rilancio del lavoro. Il governo da parte sua deve attuare un piano per il trasporto pubblico e se Fiat vuole andare via, bisogna sostenere l'intervento di un'altra grande azienda di livello internazionale in grado di non disperdere questa grande risorsa dell'industria italiana".



Generoso Bruno: “Pier Luigi Bersani ha presentato alla stampa nazionale la propria dichiarazione sulla crisi dello stabilimento Irisbus in Valle Ufita. La posizione espressa dal Segretario del Partito Democratico, oltre a criticare la scelta del gruppo Fiat ed a sostenere la necessità di un piano nazionale per il trasporto pubblico, introduce nuovi elementi riguardo al ruolo del governo all’interno dell’attuale vertenza. Se Fiat dovesse, anche al tavolo di domani, a Roma, confermare la scelta di voler abbandonare l’Irpinia, il governo dovrà sostenere, per continuare a produrre pullman in Valle Ufita, l’ingresso di un’altra grande azienda internazionale che, diversamente dal gruppo Itala Spa, sia capace di mettere a valore tutte le potenzialità dello stabilimento ufitano. Le parole di Bersani s’inseriscono in piena continuità con l’incontro tenuto la scorsa settimana a Grottaminarda dal Capogruppo del Pd in Commissione Attività Produttive Andrea Lulli. Occorre, come sostenuto dagli stessi lavoratori, difendere le avanzate possibilità produttive dello stabilimento di Flumeri a cominciare dal valore delle maestranze e delle tecnologie produttive, a partire dalla cataforesi e dalla verniciatura robotizzata, impiegate nella produzione”.  

 
Giovedì, alle ore 18.00, sarò, insieme ad Umberto Ranieri – Responsabile Mezzogiorno del Partito Democratico – dinanzi ai cancelli della Irisbus per incontrare i lavoratori. Ad ogni livello, come Democratici, siamo impegnati a sostenere la difesa delle produzioni per il trasporto pubblico in Valle Ufita”.


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