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Diario
 



12 marzo 2013

Speciale IRISBUS - Radio HARAMBEE.

           

Radio Harambee

http://www.spreaker.com/page#!/user/harambee/speciale_irisbus_del_11_marzo_2013

Puoi ascoltare i miei interventi ai minuti 34,00 - 75,40 - 104,40 - 122,50 - 138,00 -

156,55 

Intervento di Stefano Fassina al minuto 133,35

Lunedì 11 marzo alle ore 21.30 in diretta dall'Associazione Vita,
Harambee - Movimento per i Beni Comuni,
ha trasmesso su Radio Harambee uno speciale su "IRISBUS"

Sono intervenuti:
-
Stefano Fassina (Responsabile Nazionale economia PD - in collegamento telefonico)
- Ettore Zecchino (Cons. Regionale - Lista Monti)
- Giorgio Cremaschi (No Debito - in collegamento telefonico)
- Davide Iannuzzo (Resistenza Operaia Irisbus)
- Generoso Bruno (Partito Democratico)
- Sergio Bellavita (Ex FIOM - in collegamento telefonico)
- Carmine Loffredo (Indotto FIAT)

Conduce il Portavoce Fabrizio Procopio
Copertine satiriche di Valentino Grasso
Supporto Tecnico Francesco Scauzillo

In studio con noi i giornalisti
- Angelo Corvino (irpino.it)
- Michele De Leo (Il Mattino e autore del libro sulla Irisbus Metalmezzadri)


25 settembre 2011

Irisbus: Tra i lavoratori, prevalga l’unità.

Generoso Bruno (Pd) - Irisbus : “In assemblea, tra i lavoratori, vinca l’unità”.

“Le prossime ore, per l’Irisbus, saranno delicatissime. In assemblea, sindacato e lavoratori sono chiamati a mantenere fermo il profilo unitario che, sin qui, ha caratterizzato la lotta per lo stabilimento ufitano. A questi lavoratori, in sciopero, e quindi senza salario, da ormai quasi tre mesi va riconosciuto il merito di aver articolato, per l’Irpinia, una fondamentale battaglia generale che oltre a difendere un pezzo del Mezzogiorno, al pari di altre vertenze nazionali – Termini Imerese, Eutelia, Vinyls ed Alenia – parla all’intero Paese. Il messaggio che arriva dai cancelli di Valle Ufita si oppone all’idea, sciagurata, che in Italia sia possibile ripartire, uscire dalla crisi, cancellando pezzi indispensabili e strategici dell’industria nazionale. Il compito della politica, sul caso Irisbus, è quello di costruire, già dalla prossima finanziaria prevista per la metà di ottobre, il trasferimento di fondi che, mediante il Piano nazionale del trasporto pubblico, siano utili a sostenere una nuova domanda delle Regioni per il rinnovo del parco autobus.
L’altro giorno, davanti ai cancelli della Irisbus, insieme a Stefano Fassina, ai lavoratori, abbiamo detto queste cose. Abbiamo garantito che il Partito Democratico è impegnato su questo percorso. Dopo oltre ottanta giorni, la stanchezza è tanta. Sono certo, però, che i lavoratori sapranno con lucidità, nella loro assemblea, tenere aperto questo fondamentale canale d’intervento per la politica nonostante Marchionne, il Ministro Romani ed il governo Berlusconi”.  

Foto di Amerigo Ferrara


30 luglio 2011

L'Irisbus, per il Pd, è vertenza nazionale.

Andrea Lulli:"Abbiamo portato al presidio dei lavoratori dell'Iribus davanti allo stabilimento a Grottaminarda, la solidarietà e la promessa di proseguire il nostro impegno su quella vertenza. Il governo rimane purtroppo latitante; il punto principale è che dovrebbe intervenire con un piano nazionale per il trasporto pubblico poiché gran parte dei mezzi in circolazione in Italia è vetusto. Il governo chiami Marchionne alle sue responsabilità per fare chiarezza sul futuro della struttura produttive. È inaccettabile il ridimensionamento della produzione deciso da Fiat per gli stabilimenti in Italia".

 
Foto di Valentina Bruno
 
Generoso Bruno: “La presenza di Andrea Lulli ai cancelli dello stabilimento Irisbus e l’incontro successivo, a Grottaminarda, con i lavoratori, i sindacati, alcuni sindaci ed il comitato civico, ha testimoniato l’impegno complessivo del Partito Democratico, Bersani in testa, a voler seguire la vertenza ufitana ai massimi livelli. Dopo i due appuntamenti irpini, giudicati positivamente da Andrea Lulli e da Stefano Fassina, responsabile nazionale Economia e Lavoro, sono sicuro che anche Bersani non tarderà ad esprimersi in merito alla vertenza Irisbus e, più in generale, riguardo al deficit di programmazione di questo governo sul tema del trasporto pubblico e sulle scelte di politica industriale del gruppo Fiat.
L’uscita dalla crisi, per l’Irpinia e per il Mezzogiorno, è chiaro, passa attraverso la difesa dei grandi presidi industriali e del loro indotto”.

 


19 luglio 2011

Dopo l’incontro al Ministero, Bersani interrogherà il governo sulla vertenza Irisbus.

Generoso Bruno: “Dopo l’incontro al Ministero, Bersani interrogherà il governo sulla vertenza Irisbus”.

 Dichiarazione stampa
 
“In queste settimane un’intera provincia si è mobilitata a sostegno dei lavoratori dell’Irisbus e per la permanenza della Fiat in Valle Ufita. Oltre alla riuscita dello sciopero generale, si sono verificate altre due condizioni importanti: il documento dei capigruppo del Consiglio regionale della Campania e quello dei firmatari del Patto per lo sviluppo che è riuscito a tenere legate sulla questione Irisbus sia le organizzazioni sindacali che Confindustria e le organizzazioni datoriali.
Sono questi i tre elementi che nell’incontro al Ministero dello sviluppo economico potrebbero costituire una preziosa base su cui poter sviluppare l’intesa col gruppo del Lingotto.
E’ al governo che, adesso, spetta dover fare la sua parte intervenendo sul tema del trasporto pubblico sia garantendo, strategicamente, la volontà e le condizioni per il rinnovo dei parchi autobus e sia nel merito di un più complessivo Piano trasporti.
La questione Irisbus riguarda, quindi, la scelta del gruppo Fiat di voler restare nel Mezzogiorno e, più in generale, in Italia per la parte riguardante le produzioni per il trasporto pubblico.
Su questa vertenza si giocano buona parte delle possibilità di sviluppo della provincia di Avellino legata alla centralità dell’automotive. E’ per questi motivi che la vertenza Irisbus non può riguardare, esclusivamente, gli oltre settecento lavoratori più il pezzo, sostanziale, dell’indotto che, senza la Fiat, è destinato a scomparire. Insieme a Stefano Fassina ed al Dipartimento nazionale Economia e Lavoro del Partito Democratico, da giorni, stiamo lavorando alla presentazione di un’interrogazione parlamentare che vedrà Pier Luigi Bersani come primo firmatario. Nella giornata di domani, a Roma, alcuni parlamentari democratici, tra cui la Senatrice Annamaria Carloni e l’Onorevole Andrea Lulli – capogruppo del Pd in Commissione Attività Produttive – incontreranno, presso il Ministero dello sviluppo economico i lavoratori dell’Irisbus”.
 

 


5 luglio 2011

Presentata l’interrogazione parlamentare sulla Fma di Pratola Serra.

Presentata, a firma di Cesare Damiano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, l’interrogazione al Ministro dello sviluppo economico in merito alla Fma di Pratola Serra per la salvaguardia dello stabilimento e dei suoi livelli occupazionali.

 
 INTERROGAZIONE IN COMMISSIONE
 
 
Al Ministro dello sviluppo economico.
 
 
DAMIANO
 
Misure per la salvaguardia dello stabilimento FMA di Pratola Serra e dei livelli occupazionali
 
 
Premesso che:
 
Il gruppo Fiat ha assunto, con il piano “Fabbrica Italia”, l’impegno all’incremento della produzione di automobili, passando dalle attuali 650 mila ad oltre un milione di vetture, da produrre negli stabilimenti italiani;
 
non essendoci, al momento, sufficienti garanzie inerenti lo stabilimento FMA di Pratola Serra, grave è la condizione di preoccupazione e di turbamento espressa, puntualmente ed in più di una circostanza, dalle lavoratrici e dai lavoratori sul mantenimento dei livelli occupazionali e sul futuro dell’automotive in Irpinia e nel Mezzogiorno;
 
essendo la FMA un’azienda nata nel 1990, finalizzata alla costruzione di motori per le autovetture prodotte dal gruppo Fiat, che vede attualmente l’impiego di 1976 occupati diretti, di ulteriori 51 per la Devizia Transfert, nonché di altri 100 lavoratori della As.Tec per la manutenzione ed i servizi, per un totale, quindi, di 2.120 unità e che, dall’inizio della crisi, più di 150 sono i posti di lavoro persi all’interno dello stabilimento della FMA;
 
potendo, gli impianti di Pratola Serra, a pieno regime, produrre 600 mila motori annui, con una media di produzione degli ultimi dieci anni attestata intorno alle 520 mila, risulta, invece, documentata, per il 2008, la diminuzione della produzione a 351 mila motori con un calo ulteriore, nel 2009, a 170 mila, ed a 190 mila nel 2010 facendo altresì registrare, ad oggi, a fronte della diminuzione della produzione, un massiccio ricorso alla cassa integrazione tanto che, nel prossimo
mese di luglio, si effettueranno, probabilmente, in maniera frazionata, complessivamente, appena nove giornate di lavoro;
 
riguardo allo stabilimento di Pratola Serra, sulla base delle previsioni Fiat, se FMA produrrà solamente motori di segmento C e D per le vetture del gruppo i volumi di produzione risulteranno inferiori del 50% di quelli occorrenti alla saturazione dell’organico;
 
avendo Fiat individuato, nella struttura di Pomigliano d’Arco, secondo il piano industriale presentato il 22 dicembre 2009, lo stabilimento nel quale si produrrà la carrozzeria della nuova versione della Panda, indicando lo stabilimento polacco di Ticki come il luogo di produzione dei relativi motori delle vetture che usciranno dallo stabilimento partenopeo;
 
 
 
Si chiede di sapere:
 
 
Come intende il gruppo Fiat saturare la capacità produttiva dello stabilimento FMA di Pratola Serra;
 
si chiede, inoltre, di sapere, riguardo alla cassa integrazione ordinaria, quali saranno le prospettive per i lavoratori dopo il primo novembre 2011;
 
oltre che i tempi e le modalità che il gruppo Fiat intende utilizzare per la presentazione di un adeguato piano industriale in cui sia fornito, il dettaglio dei piani di produzione strutturati sui singoli stabilimenti con la finalità di affrontare le singole situazioni produttive;
 
nonché, utilmente, si sollecita, presso ilMinistero dello sviluppo economico, in tempi celeri, l’attivazione del tavolo di settore.
 
 
 
 
 
Generoso Bruno – Pd: “L’Irpinia sta pagando, più di tutti, per i silenzi di Marchionne”.
 
Dichiarazione stampa
 
“Riguardo alla Fma, appare fondamentale la ripresa della trattativa. Ancora insufficienti, appaiono, le garanzie che riguardano Pratola Serra a cominciare da quelle relative il mantenimento dei livelli occupazionali e, più in generale, a quelle sul futuro stesso dell’automotive in Irpinia e nel Mezzogiorno.
Nel testo dell’interrogazione presentato da Cesare Damiano in Commissione Lavoro oltre a sollecitare l’attivazione, presso ilMinistero dello sviluppo economico, del tavolo di settore, chiediamo di conoscere, è questa la domanda dalle cento pistole, i tempi e le modalità che il gruppo Fiat intende utilizzare per la presentazione di un adeguato piano industriale in cui sia fornito il dettaglio dei piani di produzione tarato sui singoli stabilimenti.
Per l’intera vertenza Fiat l’interrogativo di fondo resta ancora quello emerso nei giorni della presentazione del piano “Fabbrica Italia”, in cui, pur evidenziando l’impegno all’incremento della produzione di automobili, passando dalle attuali 650 mila ad oltre un milione di vetture, da produrre negli stabilimenti italiani, non veniva indicato il dettaglio dei piani di produzione strutturati sui singoli stabilimenti, evitando, quindi, di affrontare le singole situazioni produttive.
L’Irpinia è tra quei territori che più stanno pagando i silenzi di Marchionne.
Alla Fma, anche l’accordo, di questi giorni, con la Suzuki che, dal 2013, dovrebbe assicurare una nuova commessa per trentamila motori annui, lascia ancora in lontananza la possibilità di saturazione degli impianti.
Prima della crisi, occorre pensare, che oltre duecentomila erano i motori che a Pratola Serra si realizzavano per altre case automobilistiche.
Nella crisi attuale, invece, sono quasi cinquecento le giornate di cassa integrazione, sin qui, raggiunte e solo quarantadue, invece, le giornate lavorative di questo primo semestre del 2011.
La poca chiarezza dei progetti del gruppo Fiat, inoltre, non pochi problemi ha determinato all’Almec di Nusco che vede proprio nella Piaggio e nel gruppo di Marchionne gli interlocutori fondamentali e, delicatissima, senza l’avvio di nuove commesse, è la condizione alla Irisbus dove, ad agosto, termina anche la cassa integrazione straordinaria. A settembre, dopo la pausa estiva, sarà insieme a Stefano Fassina – Responsabile nazionale Economia e Lavoro del Pd – che ragioneremo di automotive, crisi e vertenza Irpinia”.


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