.
Annunci online

  generosobruno
 
Diario
 



19 ottobre 2011

Bruno (Pd) – Manifestazione FIOM: “Con i lavoratori Fiat, una piazza, contro la violenza, per i diritti e la democrazia”.

 

“Parteciperò alla manifestazione della FIOM. La crisi che con tanta veemenza sta aggredendo il Mezzogiorno e la sua struttura produttiva anche in settori che dovrebbero rappresentare per l’intero Paese dei punti di eccellenza merita una risposta diversa da parte del governo proprio nel merito delle scelte di politica industriale. A manifestare, venerdì, a Roma, saranno prevalentemente i lavoratori degli stabilimenti del gruppo Fiat che a quasi due anni dall’annuncio del piano “Fabbrica Italia” ancora non conoscono quando e con quali prodotti ricominceranno a lavorare.
E’ stato solo dalla recente corrispondenza tra l’Ad di Fiat Sergio Marchionne e la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, in occasione della comunicazione dell’uscita del gruppo del Lingotto da Confindustria, che siamo stati messi a conoscenza della scelta di produrre, dal 2013, alla FMA di Pratola Serra, un nuovo motore benzina turbo a iniezione diretta per l'Alfa Romeo.
Questa mission produttiva, seppur capace di fornire allo stabilimento di Pratola Serra una “boccata d’ossigeno” resta, in assenza della definizione dei nuovi modelli di autovetture del gruppo, insufficiente a saturare le potenzialità dell’impianto, anche perché, di fatto, il nuovo motore previsto da Marchionne, andrà a sostituire l’attuale 1800 CC Euro 5.
Per la FMA la scarsa chiarezza del piano Fabbrica Italia resta, come per tutti gli altri stabilimenti del gruppo Fiat, un punto di domanda ancora aperto e, preoccupante, resta, più in generale, il dato d’incremento del ricorso alla cassa integrazione che le organizzazioni sindacali – sia CGIL che UIL – denunciavano, negli scorsi giorni, per i lavoratori irpini non solo nel settore metalmeccanico.
Esiste, di fatto, in Italia, una vertenza Fiat che non ha trovato, la Irisbus di Valle Ufita ne è un esempio lampante, un governo capace di costruire soluzioni differenti da quelle messe in campo dall’azienda.
Venerdì, sarò, a Roma con la FIOM anche perché ritengo sbagliata l’ordinanza del sindaco Alemanno che vieta il corteo nel giorno dello sciopero generale dei lavoratori Fiat. I gravi incidenti del 15 ottobre non possono essere utilizzati dal governo e dal sindaco di Roma per soffocare la domanda di cambiamento presente nel Paese e ridurre il malcontento sociale ad un fatto di ordine pubblico e di leggi speciali. E’ stata la stessa piazza di sabato scorso ad isolare e condannare gli atti di violenza ed oggi, ritengo, che la manifestazione dei metalmeccanici della CGIL rappresenti, in sé, un fondamentale momento di partecipazione e di democrazia contro la barbarie della violenza”.
 
 


25 aprile 2010

Fiat: Il piano c’è. Qualche dubbio pure.

Lanciata la nuova sfida del Lingotto occorre capire quale sarà la ricaduta sugli stabilimenti Fiat a cominciare, per l’Irpinia, dalla Fma di Pratola Serra. Vero è che rispetto alle previsioni di fine anno si registra, nelle parole di Marchiorre, la voglia di guardare oltre la crisi e, positiva, appare la nomina di John Elkann alla presidenza del gruppo. Una Fiat, quindi, con un piede già oltre l’Atlantico e pronta a determinarsi come vero “global player” ma, anche simbolicamente, con una leadership rifondata sull’integrazione tra azienda e famiglia Agnelli. Segnale, insieme allo scorporo tra Fiat Auto e Fiat Industrial, certamente, da non sottovalutare. La notizia positiva riguarda, nell’arco del piano, il raddoppio, in Italia, dei volumi di produzione di autovetture – 1,4milioni - a fronte delle attuali 650 mila a cui, ancora tutta da aggiungere, resterebbe la partita relativa ai veicoli commerciali, per un totale di 1milione e 650mila veicoli con un investimento economico, per il quinquennio 2010-2014, che ammonta a 26 miliardi più altri 4 in ricerca e sviluppo. La Fma, che continuerà a lavorare sui segmenti medio-alti, vede qualche spiraglio di luce provenire da Cassino che, rimanendo lo stabilimento di riferimento per Pratola Serra, dovrebbe vedere, entro il 2014, i volumi quadruplicati, da 100 a 400mila auto compact, passando, quindi, dall’attuale 35%, relativo alla saturazione della sua capacità produttiva, ad un utilizzo del 134%. Non essendo, Marchiorre, però, entrato nel merito delle attività produttive degli stabilimenti è giusto mantenere un certo livello di cautela anche quando si parla, per i motori diesel, dell’approdo alla tecnologia multiair. Se queste, però, sono le buone notizie, deprecabile è, invece, il tono assunto dall’Addì di Fiat nei riguardi del sindacato con la minaccia del “piano B”, di “prendere la baracca produttiva e impiantarla altrove” se non ci sarà un cambio radicale dell’organizzazione del lavoro e la revisione completa degli attuali accordi sindacali.



Occorre, quindi, da subito, l’avvio di un confronto tra le parti in cui la parola flessibilità non voglia dire, necessariamente, il peggioramento delle attuali condizioni di lavoro. Sarà questo il punto di merito del confronto prossimo venturo. Al momento, quelle che restano sono solo le certezze sul calo del 30% delle vendite nel secondo semestre del 2010 ed il taglio, fra Termini Imerese, Cassino e Pomigliano, di 2500 posti di lavoro e, tutto ancora da chiarire, il tema della cassa integrazione per i lavoratori di Pratola Serra. Ancora una volta, come già in molti altri scenari di crisi il governo Bassolino, in questi anni, ha fatto, sembra rivelarsi indispensabile, fin da subito, anche da parte della nuova giunta regionale, l’erogazione di provvedimenti a sostegno del reddito. In questo scenario è utile, in tempi brevi, per l’Inps, correggere il tiro ed il tono delle dichiarazioni rilasciate dal direttore regionale Maria Grazia Sampietro riguardo alla tassazione del sostegno al reddito che, necessariamente, deve continuare, come sin qui è stato, ad essere No Tax. Nelle prossime settimane, il nodo Fiat sarà centrale per definire il modello dei futuri sistemi di relazioni industriali. Avere un piano, in un Paese dove non c’è una vera politica industriale, resta, di per sé, un fatto positivo. Il berlusconismo, dentro un complicato scenario di restringimento degli spazi di critica e di democrazia, ha utilizzato la crisi ed i suoi effetti come lo strumento con cui portare l’attacco al mondo del lavoro attraverso la svalutazione dei diritti, del salario e del suo status politico e sociale come via per la crescita. Ancora una volta, quindi, una vertenza Fiat contribuisce a delineare il sistema Paese e, anche, da Pratola Serra passa un pezzo di questa discussione.

Generoso Bruno

foto di Davide Colella


14 aprile 2010

Vertenza Fma, nulla di nuovo sotto il sole.

Ancora a poche ore dall’incontro tra Fiat, governo e sindacati, le indiscrezioni trapelate già non promettevano svolte risolutive per la Fma ed il suo indotto. Nello stabilimento di Pratola Serra si continuerà con la produzione di propulsori per le medie e le alte cilindrate. Nulla di risolutivo, quindi, rispetto all’ultimo incontro. Anzi, Fiat, per bocca dell’Ingegner Rebaudengo, ha frenato “ogni soluzione incompatibile con la crisi globale”.

Come per il Duca d’Auge, quindi, dal torrione del suo castello, nei “Fiori blu” di Queneau, la “situazione storica” resta, al momento, per la Fma, ancora “poco chiara”.

Sono molte, infatti, le aziende, legate agli stabilimenti di Pratola Serra e di Pomigliano, che potrebbero subire aspre conseguenze dalle scelte in materia di strategia industriale che il 21 aprile il Lingotto potrebbe presentare. Solo in Irpinia, il 30% dell’attuale Pil riguarda l’automotive. Mettere in discussione la Fma o anche parte dell’indotto significa piegare, definitivamente, alla crisi il territorio di un’intera provincia. E, sommesso, se non muto, mi è parso il contributo del centrodestra che governa l’ente Provincia.



I volumi di produzione dello stabilimento di Pratola Serra, per il momento, saranno ancora legati, per le vetture del gruppo Fiat ai soli segmenti C e D, risultando, sulla base delle stesse previsioni del Lingotto, inferiori del 50% di quelli occorrenti alla saturazione dell’organico.

Gli impianti di Pratola Serra, a pieno regime, sono tarati per produrre 630 mila motori annui. Di media, negli ultimi dieci anni, ne hanno prodotti, annualmente, 520 mila. Oggi, in virtù di un massiccio ricorso alla cassa integrazione straordinaria - tre settimane al mese, fino al primo novembre 2010 – assistiamo ad una caduta verticale della produzione che, dopo l’ulteriore stretta che ha già segnato il 2008, si è attestata, per il 2009, sui 170 mila motori prodotti. Difficilmente quindi, anche un intervento Chrysler, inopportunamente propagandato su alcuni quotidiani, riuscirà a saturare la capacità produttiva dello stabilimento di Pratola Serra e, ancora adesso, non si conoscono, riguardo alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, quali saranno le prospettive per i lavoratori. Nonostante ciò, qualche segnale, intervento pubblico e contratti di solidarietà, dall’incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico pur è arrivato.

Secondo il piano industriale presentato dalla Fiat il 22 dicembre 2009, a Pomigliano d’Arco si produrrà la carrozzeria della nuova versione della Panda. Alla Fma serve che il motore per la vettura di Pomigliano esca da Pratola Serra e che Fiat scelga ancora l’Irpinia per l’introduzione di nuove tecnologie per la produzione dei motori MULTI AIR. E’questa la scommessa che è giusto chiedere alla Fiat ma che né Marchiorre e né Rebaudengo sembrano voler ascoltare.

Altre soluzioni, scegliendo, oggi, di lasciare il futuro della Fma ancorato sui medesimi segmenti di produzione alle possibilità del mercato del dopo crisi, potrebbero significare, nel tempo, anche un progressivo disimpegno di Fiat dall’Irpinia e l’inevitabile, tragica, apertura di tanti “focolai” nell’indotto, l’inizio di una lunga ritirata. Basta che la Fiat decida di internalizzare alcuni servizi, anche nello stesso stabilimento della Fma, che già adesso gli oltre cento lavoratori della Astec non vedono futuro oltre il 2010. Per non dire della Logi Service, impegnata in subappalto, sempre a Pratola Serra, per la Ceva o della Asm di Pianodardine, azienda che si occupa di stampaggio lamiere, con centosettanta lavoratori. Donne ed uomini in carne ed ossa, come spesso si dice.

Non so se la politica conosce i volti di questi lavoratori e se può raccontare qualcheduna delle loro storie. So per certo che ad occuparsene dovrebbe essere il Partito Democratico. Così non è. Sia prima che dopo il congresso provinciale il tema del lavoro sembra non appartenere alle corde del Pd irpino. Era già il giovane Holden, nell’ultima frase del libro di Salinger, che, quasi come un ammonimento, ci avvertiva: “Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti”. Ebbene, in questo Pd, a queste latitudini, sono in troppi, nonostante gli esiti elettorali, a non sentire la mancanza di nessuno. Mi sembra giusto, però, che, adesso, siano altre donne ed altri uomini a riprendere il racconto.

Generoso Bruno

foto di Davide Colella


sfoglia     settembre        novembre
 

 rubriche

diario
Hirpinia
[G]Banner
Avellino
Comunicati

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

Radio SIANI
fondazione PUPI
Les InRockuptibleS
[tr3nta]*
Piazze Democratiche
RIFARE l' ITALIA
deputatiPD
France-Libertés
Italianieuropei
Lavoro & Welfare
Le débat
Ebdomadario
Left Wing
The Frontpage
Le Monde diplò
tamtàm democratico
blogpolitica
RossoFisso
il nostro tempo è adesso
Rete della Conoscenza
Guerriglia Marketing
Sergio BELLUCCI
BrunoBlog
CasinoTotale il blog di MasoNotarianni
Dario Danti
Gad Lerner
Guido Viale il blog
unità a sinistra - Giuliano Giuliani
La Spada nella Roccia
ilBlogdiManu
Mario Perrotta
Libreria Petrozziello - Avellino
Wu Ming
Alternative per il Socialismo
MicroMega
TERRA
Antonio Bassolino
Pierluigi Bersani
Anna Paola Concia
Gianni Cuperlo
Cesare Damiano
Umberto Ranieri
Ugo Sposetti
Nicola Zingaretti
CORRIERE - Irpinia
IL MATTINO - Avellino
OTTOpagine
Cinque Righe
il Ciriaco
Irpinia24
Irpinia News
Irpinia oggi
IrpiniaReport
L'IRPINIA
ORTICAlab
+ECONOMIA
Tu si nat'in Italy
gli ALTRI
IL FOGLIO
Libè
il manifesto
Pubblico
l'Unità
Avellino Rugby
Interisti Leninisti
Javier Zanetti
Vigili del Fuoco - 115

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom