.
Annunci online

  generosobruno
 
Diario
 



1 settembre 2011

Bruno (Pd): “Paolo Romani? E’ il Ministro alle Dismissioni Industriali”.

Dichiarazione stampa

“Non basta, vorrei dire a qualche deputato, la presenza al tavolo del Ministro per distillare, già nella giornata di ieri, alla stampa, note di ottimismo.
Come già avvenuto, macroscopicamente, sulla vicenda di Termini Imerese, anche per l’Irisbus, il Ministro Romani è uomo di Marchionne.
Nelle riunioni svolte, nella giornata di ieri, al Ministero dello Sviluppo Economico, Romani, all’interno di un possibile quadro delle compatibilità, più che svolgere un ruolo di mediazione tra gli interessi del lavoro e del territorio e quelli presenti nella posizione del gruppo Fiat, ancora una volta, ha accettato che fosse il Lingotto a dettare le condizioni.
Troppo forte, nonostante gli emendamenti Pd, alla manovra, al Senato ed alla Camera, la chiusura del Ministro sulla possibilità del finanziamento del Piano nazionale del trasporto pubblico e, troppo debole, attraverso l’esempio della gara - vinta da una società turca - per il trasporto pubblico di Roma, la giustificazione relativa alla perdita di competitività dell’Irisbus. Impossibile, addirittura, ragionare, per le gare, del meccanismo delle “misure di tutela” come, regolarmente, avviene in Francia.
L’unica carta che Romani ha scelto di tenere è stata quella di Di Risio, toccando, più volte, il tasto dell’eliminazione delle pregiudiziali poste dal sindacato sul piano del gruppo molisano.
Oltremodo fastidioso, da parte di Romani, il tentativo di voler affidare ai parlamentari, ai consiglieri regionali ed agli amministratori il mandato di “sponsor” sul territorio della soluzione della “DR” già costruita dal gruppo Fiat all’annuncio della cessione di ramo d’azienda tentando, a questa maniera, non solo di tagliare il filo che unisce lavoro e territorio ma, addirittura, di capovolgere il mandato che la politica irpina, in un qualche modo, su questa vertenza, ha provato ad assumere.
Altro che Mise o Sviluppo Economico, quello di Paolo Romani, è, più “Mise-ramente”, il Ministero alle Dismissioni Industriali”.
 


26 marzo 2011

Un "link" irpino per il 9 aprile.

DICHIARAZIONE STAMPA

Il 9 aprile si mobilita una generazione. Il tema è quello della precarietà. In ogni capoluogo di regione ci sarà un corteo.

Ritengo utile, nel tentativo di rafforzare questa vertenza, che anche l'Irpinia sia presente non solo, genericamente, alla manifestazione napoletana ma, in maniera più efficace, attraverso la costruzione di un vero percorso di mobilitazione.

E' utile, quindi, la costituzione, aperta ed orizzontale, con singoli, organizzazioni politiche ed associazioni, di un nostro specifico nodo territoriale.

Da diverse settimane ho aderito all’appello promosso dalla rete “il nostro tempo è adesso” per la mobilitazione nazionale, il 9 aprile 2011, del mondo del lavoro precario.

E’ tempo di aprire, finalmente, una nuova vertenza generazionale dichiarando, una volta per tutte, terminato il tempo dell’illusione di una salvezza individuale.

Occorre, sul tema del futuro, la costruzione di un nuovo protagonismo comune, collettivo, diffuso.

Il lavoro flessibile e precario è, ormai, divenuto simbolo e cifra del nostro tempo presente insieme ad un elemento di pericolosa atomizzazione delle dinamiche sociali.

C’è bisogno che una nuova generazione rompa il guscio delle proprie solitudini e cominci a guardare al futuro combattendo l’egemonia di un tempo presente che ci vuole precari, atipici, invisibili ed incapaci di costruire percorsi di autodeterminazione.

Mi piacerebbe che anche l’Irpinia con i suoi giovani in partenza e con quelli che ancora possono contare sull’aiuto delle proprie famiglie, con quelli che, anche qui, provano a faticare, con i suoi precari impegnati nelle pubbliche amministrazioni e con le sue incertezze sull’automotive e su tutta la partita dell’industrializzazione e del Piano strategico, il 9 aprile, possa far sentire, nella mobilitazione campana, la propria voce.

Anche qui, è questo l'invito a chi ci vuole stare, mettiamoci in rete.

Perché, in definitiva, il 9 aprile è un fatto di orizzonte. Perché, come dice lo slogan della mobilitazione: “La vita non aspetta, il nostro tempo è adesso”.


25 marzo 2011

9 aprile, mettiamoci in rete.

DICHIARAZIONE STAMPA

Anche qui, anche in Irpinia, mettiamoci in rete. Da diverse settimane ho aderito all’appello promosso dalla rete “il nostro tempo è adesso” per la mobilitazione nazionale, il 9 aprile 2011, del mondo del lavoro precario.

E’ tempo di aprire, finalmente, una nuova vertenza generazionale dichiarando, una volta per tutte, terminato il tempo dell’illusione di una salvezza individuale.

Occorre, sul tema del futuro, la costruzione di un nuovo protagonismo comune, collettivo, diffuso. Il lavoro flessibile e precario è, ormai, divenuto simbolo e cifra del nostro tempo presente insieme ad un elemento di pericolosa atomizzazione delle dinamiche sociali.

C’è bisogno che una nuova generazione rompa il guscio delle proprie solitudini e cominci a guardare al futuro combattendo l’egemonia di un tempo presente che ci vuole precari, atipici, invisibili ed incapaci di costruire percorsi di autodeterminazione.
 
Non ho mai creduto alla contrapposizione tra garantiti e no, e, men che meno, potrei farlo adesso quando, come per un effetto di scivolamento, le politiche del tempo della crisi, contraddicendo tutti i proclami fatti sin qui, invece che condurre alla stabilizzazione progressiva - quante volte si è sentito parlare di flessibilità “in entrata” nel mercato del lavoro - aprono, al contrario, il lavoro stabile ad elementi, strutturali, di precarietà.
 
 
Anche questo, oltre che il tentativo di riscrittura dei rapporti tra impresa e parti sociali, sono stati i referendum di Marchionne alla Fiat di Pomigliano e Mirafiori.
 
Sia chiaro, i diritti non sono variabili dipendenti dal mercato ed è, quindi, inaccettabile, come pure qualcuno suggerisce, il tema del conflitto tra le generazioni, tra presunti garantiti ed invisibili, tra ipotetici nord ed altrettanto ipotetici sud, secondo cui occorre togliere qualcosa a qualcuno per consegnarla a qualcun altro.
 
Mi piacerebbe che anche l’Irpinia con i suoi giovani in partenza e con quelli che ancora possono contare sull’aiuto delle proprie famiglie, con i suoi precari impegnati nelle pubbliche amministrazioni e con le sue incertezze sull’automotive e su tutta la partita dell’industrializzazione contenuta nella vertenza del Piano strategico, il 9 aprile, possa far sentire, nella mobilitazione campana, la propria voce.
 
Anche qui, è questo un invito a chi ci vuole stare, mettiamoci in rete.
Perché, in definitiva, il 9 aprile è un fatto di orizzonte. Perché, come dice lo slogan della mobilitazione: “La vita non aspetta, il nostro tempo è adesso”.

www.ilnostrotempoeadesso.it


sfoglia     agosto        ottobre
 

 rubriche

diario
Hirpinia
[G]Banner
Avellino
Comunicati

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

Radio SIANI
fondazione PUPI
Les InRockuptibleS
[tr3nta]*
Piazze Democratiche
RIFARE l' ITALIA
deputatiPD
France-Libertés
Italianieuropei
Lavoro & Welfare
Le débat
Ebdomadario
Left Wing
The Frontpage
Le Monde diplò
tamtàm democratico
blogpolitica
RossoFisso
il nostro tempo è adesso
Rete della Conoscenza
Guerriglia Marketing
Sergio BELLUCCI
BrunoBlog
CasinoTotale il blog di MasoNotarianni
Dario Danti
Gad Lerner
Guido Viale il blog
unità a sinistra - Giuliano Giuliani
La Spada nella Roccia
ilBlogdiManu
Mario Perrotta
Libreria Petrozziello - Avellino
Wu Ming
Alternative per il Socialismo
MicroMega
TERRA
Antonio Bassolino
Pierluigi Bersani
Anna Paola Concia
Gianni Cuperlo
Cesare Damiano
Umberto Ranieri
Ugo Sposetti
Nicola Zingaretti
CORRIERE - Irpinia
IL MATTINO - Avellino
OTTOpagine
Cinque Righe
il Ciriaco
Irpinia24
Irpinia News
Irpinia oggi
IrpiniaReport
L'IRPINIA
ORTICAlab
+ECONOMIA
Tu si nat'in Italy
gli ALTRI
IL FOGLIO
Libè
il manifesto
Pubblico
l'Unità
Avellino Rugby
Interisti Leninisti
Javier Zanetti
Vigili del Fuoco - 115

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom