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25 settembre 2011

Irisbus: Tra i lavoratori, prevalga l’unità.

Generoso Bruno (Pd) - Irisbus : “In assemblea, tra i lavoratori, vinca l’unità”.

“Le prossime ore, per l’Irisbus, saranno delicatissime. In assemblea, sindacato e lavoratori sono chiamati a mantenere fermo il profilo unitario che, sin qui, ha caratterizzato la lotta per lo stabilimento ufitano. A questi lavoratori, in sciopero, e quindi senza salario, da ormai quasi tre mesi va riconosciuto il merito di aver articolato, per l’Irpinia, una fondamentale battaglia generale che oltre a difendere un pezzo del Mezzogiorno, al pari di altre vertenze nazionali – Termini Imerese, Eutelia, Vinyls ed Alenia – parla all’intero Paese. Il messaggio che arriva dai cancelli di Valle Ufita si oppone all’idea, sciagurata, che in Italia sia possibile ripartire, uscire dalla crisi, cancellando pezzi indispensabili e strategici dell’industria nazionale. Il compito della politica, sul caso Irisbus, è quello di costruire, già dalla prossima finanziaria prevista per la metà di ottobre, il trasferimento di fondi che, mediante il Piano nazionale del trasporto pubblico, siano utili a sostenere una nuova domanda delle Regioni per il rinnovo del parco autobus.
L’altro giorno, davanti ai cancelli della Irisbus, insieme a Stefano Fassina, ai lavoratori, abbiamo detto queste cose. Abbiamo garantito che il Partito Democratico è impegnato su questo percorso. Dopo oltre ottanta giorni, la stanchezza è tanta. Sono certo, però, che i lavoratori sapranno con lucidità, nella loro assemblea, tenere aperto questo fondamentale canale d’intervento per la politica nonostante Marchionne, il Ministro Romani ed il governo Berlusconi”.  

Foto di Amerigo Ferrara


20 settembre 2011

Per il futuro di IRISBUS.

 

Il Pd sostiene "La proposta dell'indotto per far uscire la Irisbus dalla crisi".Le motivazioni ufficiali addotte dalla Fiat per la chiusura dello stabilimento di Valle Ufita, dopo la rinuncia della DR (gruppo Di Risio) all’acquisto, non possono essere lette come destino ineluttabile. Non c’è dubbio che Irisbus abbia subito molto duramente gli effetti della grave crisi che ha colpito il mercato degli autobus urbani in Italia, le cui immatricolazioni si sono drammaticamente ridotte con conseguente progressiva e costante contrazione dei volumi produttivi dello stabilimento. Non c’è dubbio che la situazione attuale delle gare e le previsioni per il medio periodo continuano ad evidenziare un trend di forte contrazione della domanda, peraltro pesantemente condizionata dalla scarsità di fondi pubblici. La crisi dell' Irisbus, dal punto di vista commerciale, è incontrovertibile e rispecchia la stretta nei budget delle regioni, sostanzialmente il cliente più importante. Tutto ciò non impedisce, però, che possa proseguire l'attività industriale dello stabilimento di Valle Ufita. Per ribaltare le prospettive dell’azienda, sono necessari interventi di politica economica. Di fronte ad un’iniziativa seria di politica industriale, la Fiat dovrebbe riconsiderare la chiusura.
Per riprendere il confronto con i sindacati e con la Fiat per una soluzione condivisa, è fissato un incontro il 21 settembre presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Nella trattativa, oltre Fiat ed il governo nazionale, bisognerebbe coinvolgere anche la Conferenza delle Regioni dato che le prospettive del settore sono legate alla definizione e all’attuazione di un Piano Nazionale per il trasporto pubblico locale (al momento, solo il Piemonte ha avviato una politica di rinnovo del parco mezzi). In vista dell’attuazione di tale Piano, c’è bisogno urgente di intervenire per correggere le storture dei tagli al trasporto pubblico che, oltre a generare un ridimensionamento del servizio su orari e corse determina l’aumento dei costi ai passeggeri e non lascia, alle aziende, la possibilità di intervenire nell’acquisto di nuovi mezzi. In tale contesto, va verificata la fattibilità della soluzione contenuta nel Piano di Sviluppo della Provincia di Avellino relativa all’uso dei fondi FAS per l’ammodernamento dello stesso parco autobus regionale.
Perdere, adesso, in Valle Ufita, nel settore dell’automotive, il terzo stabilimento irpino significa far arretrare di un quarantennio le possibilità di sviluppo delle aree interne e di un’intera provincia. Nella vertenza Irisbus il problema non è solo un'azienda che chiude nel Mezzogiorno, è che non abbiamo più un produttore italiano di mezzi di trasporto pubblici. I tagli al trasporto locale decisi con le ultime tre manovre di finanza pubblica sono insostenibili. In tale quadro, le aziende di trasporto non hanno potuto fare altro che prima rallentare e poi bloccare gli ordini.
Quindi l'intero settore industriale è entrato in crisi. Gli effetti disastrosi continueranno. Innanzitutto sui costi ambientali: la riduzione dimensionale e di efficienza del servizio pubblico, genererà maggior traffico privato, con maggiori costi per i lavoratori e gli studenti, ma anche con un peggioramento della qualità ambientale, cui le città dovranno far fronte con maggiori costi per soluzioni palliative. Inoltre, il blocco della sostituzione dei mezzi non consentirà l'introduzione di tecnologie meno inquinanti e con consumi e manutenzioni molto inferiori; ovviamente questo produrrà nuovi costi ambientali, ma soprattutto ulteriori costi economici e in particolare spesa corrente, impedendo anche una prospettiva di infrastrutture di trasporto più efficienti e soffocando sul nascere qualsiasi ipotesi di partnership pubblico-privata.
Sul fronte manifatturiero si colpisce un settore industriale in cui l'Italia ha sempre avuto una buona capacità industriale e tecnologica. E’ un settore industriale, che in tutto il mondo è a prevalente domanda pubblica, ed entra in difficoltà se si azzera la domanda interna. C’è bisogno di studiare e sperimentare nuovi mezzi, nuove tecnologie, nuovi sistemi organizzativi e di trasporto. Si pensi alle sperimentazioni in corso, sull'idrogeno, su metano e idrometano, sull'elettrico e sui sistemi integrati di trasporto, sui nuovi sistemi di gestione del traffico delle città che in tutto il mondo privilegiano il trasporto pubblico e il ruolo che questo avrà nelle nuove città sostenibili. Quando questo mercato decollerà (e sta già decollando) la nostra industria sarà fuori gioco, noi non ci saremo. Nel frattempo avremo maggiori costi di gestione, e quando mai avremo risorse da investire compreremo tecnologia di altri Paesi.
Con “Industria 2015” del governo Prodi, nell'ambito del progetto strategico Mobilità Sostenibile, si erano messe a punto una serie di azioni convergenti di ricerca e sviluppo, di sperimentazioni in collaborazione con le regioni e i territori che avrebbero generato in pochi anni ritorni di gran lunga superiori ai risparmi che si otterranno da questi tagli. Ma “Industria 2015” è stata azzerata.
Il Partito Democratico non può non richiamare anche la Fiat ad una più che opportuna “responsabilità nazionale” nel momento in cui si ritiene strategico predisporre un piano nazionale del trasporto pubblico, che valorizzi il sistema industriale nazionale di produzione stimolando innovazione di prodotto e sostenibilità nella propulsione dei motori. Il Pd ritiene necessario destinare una parte dei FAS a tali progetti. Questi fondi per loro natura sono destinati ai settori in crisi e alle nuove attività produttive e, quindi, nello specifico potrebbero essere utilizzati per l’avvio dei nuovi bus euro 6. Finora, in una situazione di emergenza, una parte dei fondi FAS sono finiti nella cassa integrazione e, quindi, sono stati utilizzati come meri strumenti di mantenimento. Alla Fiat si chiede di recepire e mettersi a capo di questo progetto, di coordinare le strategie, di formulare azioni e quant’altro si renda necessario ad arricchire la proposta delle aziende dell’indotto per sfruttare le idee, le competenze e le tecnologie innovative delle piccole imprese locali, al fine di portarle alla Fiat e a “Fabbrica Italia” della quale le imprese dell’indotto si sentono parte integrante e propulsiva (e lontana dal sostituirsi alla Irisbus ed alle sue competenze e capacità finanziarie).
Per il Pd, l’automotive in Irpinia è questione nazionale. Il Pd è impegnato a riproporre nella Legge di Stabilità, in discussione in Parlamento nelle prossime settimane, un emendamento per il finanziamento del trasporto pubblico locale (da coprire attraverso le risorse ottenibili dall’imposizione di un contributo straordinario ed unatantum sui 105 miliardi di capitali evasi e condonati nel 2009).
Irisbus è tassello fondamentale dell’assetto produttivo della provincia di Avellino. Va salvaguardata e rilanciata. L’obiettivo è e resta la produzione di bus urbani e suburbani di qualità e sostenibili sul piano ambientale.
Pier Luigi Bersani


14 settembre 2011

Se l'Irisbus muore, l'Irpinia chiude.


14 settembre 2011

Bruno (Pd) – Irisbus: “Quello di Marchionne è un atto grave ed unilaterale”.

Dichiarazione stampa

“La scelta della Fiat è un atto grave ed unilaterale che evidenzia, ulteriormente, l’inconsistenza di questo governo in materia di scelte di politiche industriali. E’ necessario, però, che la trattativa riprenda, direttamente, come auspicato dai sindacati e dai lavoratori, a Palazzo Chigi e che la Fiat blocchi l’annunciata procedura di messa in mobilità.
Dopo Termini Imerese, quello di Valle Ufita, è il secondo stabilimento che Marchionne decide di chiudere nel Mezzogiorno ed il terzo in Italia.
Molte delle prospettive di futuro passano, in Irpinia, nella difesa di questo insediamento e nella presenza della Fiat all’interno del nostro tessuto produttivo.
Mai come in queste ore è opportuno tenere i nervi saldi ed impedire che il ‘braccio di ferro’ avviato dal Lingotto produca un qualche indebolimento rispetto al forte profilo unitario che, sin qui, ha caratterizzato la vertenza ufitana. 
Sabato mattina, insieme ad alcuni Sindaci, sarò con Gianni Pittella – Vicepresidente del Parlamento Europeo – ai cancelli della Irisbus per incontrare i lavoratori anche in questo delicato momento di lotta”.

Foto di Valentina Bruno


6 settembre 2011

Irisbus: L'emendamento c'è.

Bruno (Pd): “Quella del sostegno agli emendamenti sul trasporto pubblico presentati dalle opposizioni, per i deputati irpini del Pdl, è, davvero, l’ultima chiama”.

“A margine della querelle del governo Berlusconi sulla presentazione della manovra, è in corso, tra i gruppi di Camera e Senato del Partito Democratico e delle altre forze di opposizione, la costruzione di un fronte comune su alcuni emendamenti qualificanti.
Tra questi c’è quello sul trasporto pubblico che, in alcune delle sue parti, se approvato, potrebbe inserirsi a puntello della vertenza Irisbus.
Ai parlamentari irpini del centrodestra, avendo già perso l’opportunità di costruire un loro specifico intervento in sede di elaborazione della proposta del governo, non resta che auspicare, in favore del dibattito parlamentare, il superamento dell’ancora possibile voto di fiducia ed il conseguente sostegno all’emendamento specifico presentato, ormai in maniera congiunta, dalle opposizioni.
E’ questa la loro ultima possibilità per intervenire, all’interno di questo quadro politico, sulla vertenza ufitana. Dopo due mesi di sciopero e di mobilitazioni per l’Irisbus non è più tempo, se mai lo è stato, di prese in giro”.

Foto di Pietro Mitrione

 


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